Uccio, Uccio, siamo 2! (Trofeo Uccio Ventimiglia, 28Mag2017)

28 maggio 2017 | 4a e ultima giornata del Trofeo Uccio Ventimiglia, Società Velica di Cervia.

È, e sarà, una di quelle Giornate Perfette che si ricordano a lungo. Vento giusto, mare piatto, barca a posto, equipaggio sorridente e reattivo.

Nubi di ieri sul nostro domani odierno

  • Non solo anche stavolta manca Federico, ma ci ha pure portato via Francesca a “fare un giretto in barca”. Mentre mastico amaro straordinari di lavoro e tensione pre-regata nelle notti che ci porteranno a questa domenica mi scopro a pensare “beati loro, che stanno a rilassarsi!”.
  • Ancora una volta, nonostante arretrati di sonno mostruosi, la notte prima mi addormento che ormai sta rischiarando. Nell’insonnia ripasso le manovre, le cose da fare in ogni fase, cosa dire ai compagni, ripasso sui manuali la forma delle vele… Sarò ancora io il timoniere di Kils. Sarò all’altezza? Dimostrerò di aver imparato qualcosa dalle volte precedenti?
  • Al posto di Bissi e Fra imbarchiamo Michele e Mambo quindi divertimento e buonumore sono comunque assicurati. Ma le manovre? Saprò stare senza il mio pilastro Francesca vicino? Beh, dobbiamo slittare Giorgio alle scotte, benone! Vicino a me farà anche da tattico. E da coach. E da guardia a tutta la prua, dove Michele sta (per la sua prima volta!) in assistenza ad Antonio. Mambo, è ormai una sicurezza, in buca.
  • La classifica di Kils dovrebbe essere abbastanza sicura: siamo 3 punti dietro a Kermesse (che nonostante regaterà senza Bunny, impegnato agli Italiani alla Maddalena, è su un altro pianeta. Dimentichiamocela). Dietro abbiamo Jai Jai a 6 punti. Se non prendiamo 2 OCS dovremmo riuscire a rimanere secondi. Ma non ho nemmeno il coraggio di pensarlo, per non gufarmi da solo (non sono superstizioso, porta rogna!).
  • Varie riparazioni ci aspettano prima di salpare: lo spi bucherellato dai garrocci, i supporti del fuoribordo (metti che vogliamo usarlo), le sartie da controllare, una risistemata sotto coperta… Non avremo mai abbastanza tempo per fare tutto, e poi qualcosa può sempre andare storto… La tensione mi uccide!

Schiarite

  • Arriviamo a Cervia prestissimo (e con mezzi bellissimi) e una dopo l’altra sistemiamo tutte le cose in lista, grazie a Giorgio. Poi armiamo Kils, compriamo panini e acqua, facciamo pipì, approntiamo il motore e sono le 10, siamo pronti per uscire? La barca è armata, il motore è (quasi) fissato, Vai, andiamo! Non manca niente? No, direi che dobbiamo solo issare le vele e… Cazzo, manca Antonio! Dove cazzo sei, Antonio, Cristo! Ma si sa, l’Armatore non è autorizzato ad arrivare in ritardo. L’armatore non è uno che può fare come gli pare. L’armatore FA quello che gli pare! Un paio di minuti dopo il nostro a(r)mato(re) arriva, bello come il sole e raggiante. Allora ragazzi, pronti? Il suo entusiasmo naturale è sempre contagioso e usciamo belli carichi.
  • (Credits: www.societàvelicacervia.it)

    Dopo aver ripassato mentalmente tutte le manovre, e non solo a beneficio di Michele e di Mambo, che hanno da impratichirsi, e dopo aver dovuto ripassare (fisicamente) il circuito di spi da me infilato sotto le draglie (ce n’è sempre una!) iniziamo a bordeggiare amabilmente. Più bolina, meno sbandamento, pesi di qua, vele di là, issiamo, strambo, passa il boma, bravi, ammainiamo. Nel giro di una mezzora ognuno ha preso le misure a quel che doveva e – lo dico, molto rispettosamente, da timoniere – a prua è davvero tutto a puntino. Le nubi dei mille dubbi di prima sono scomparse, gli altri sono proprio in grado di cavarsela da soli. Io di mio posso (anzi, devo) solo concentrarmi sui filetti.

  • Una buona orchestra ha sempre un grande direttore, e Giorgio (stavolta in posizione inedita: dalle scotte) è il vero deus ex machina di questa domenica. Un vero pilastro, un giocoliere che tiene mille piatti in bilico e ha occhi, orecchie e parole per ognuno. Rassicura e dirige la prua, comanda le rullate, sovrintende la tattica, e richiama il (distrattissimo) timoniere ad ogni minimo (ma frequente) cedimento. Un grande!

  • Mambo (riconfermato in buca) e Michele (aiuto prodiere, per la prima volta con un tangone in mano) sono davvero impeccabili, nonostante la minor esperienza. E con Antonio, sempre più indipendente e centratissimo, sono perfettamente accordati: tutte le manovre riescono pulite, veloci e sicure. Dal pozzetto (ahimé, da timoniere. Non vorrei che trasparisse una certa indulgenza verso quei mostri insensibili e boriosi dei timonieri:-) me ne accorgo perché posso permettermi il lusso (questo è!) di chiamare le virate senza dire il classico e serafico “Pronti a virare? Allora 3, 2, 1 viriamo!”, bensì con un più perentorio “Pronti a virare! Uno!” (e quando dico uno, ehm… ho già la barra scontrata).
  • Quando ti diverti anche il lavoro più faticoso è un piacere, e da ognuno di noi si sente l’entusiasmo traboccare da ogni poro. Sorridiamo tutti costantemente e questo è il premio più grande, quando vediamo realizzarsi l’Obiettivo Numero Uno dichiarato fin dal primo giorno da Antonio: “Ragazzi, in barca ci si va sempre, e prima di tutto, per divertirsi!

Fulmini

Nelle due regate, le cagate che abbiamo fatto si contano sulle falangi di un pollice (eh?!?).

  • Alla prima partenza mi esibisco in un vero e proprio circling pressante, passo rasente a diverse altre imbarcazioni, vagamente aggressivo, pronto a far capire che Kils venderà cara la pelle (Non ci rompete i coglioni, noi siamo pazzi, noi siamo i Pirati di Bissi!). Mancano 30” e stiamo per accelerare dopo una secca orzata su Ita 450 Marbea (da cui arriva una gentile richiesta femminile: “non buttarmi fuoriii!”. Ma me ne frego. Se dovessi farlo, li butto fuori). Sono lucido, freddo. Una macchina da partenze. Jai Jai è ancor più dietro, bene. E allora adesso lascia che vada a dar fastidio a Kermesse (vuoi mai che partiamo appaiati? Al massimo saremo partiti secondi!), che ha strambato e sta esponendo la poppa alla linea di partenza in un inspiegabile 360… Punto la linea di partenza da dietro la barca comitato, metto il naso verso la prua di Kermesse, pronto ad infilarmi e invece trac! Marco (ma non dovevano essere lentissimi?!?) mi orza sotto cattivo e mi ritrovo a meno di una lunghezza dalla barca comitato. Mentre gli urlo “Noooo… Cazzo, non ci credo che ci butti fuori!” siamo già prua al vento, un paio di metri a destra della barca, e possiamo solo completare il nostro 360. Uno, non avevo valutato che eravamo ancora così alti. Due, nella concitazione non ho realizzato che avrei potuto poggiare e sfilare dietro a Kermesse rimanendo veloce (ci saremmo passati, come confermato da Antonio che a prua si è sommessamente trattenuto dall’urlarmi Poggiaaa!) Al massimo saremmo partiti secondi!. E invece no. Partiamo ultimi e lo resteremo fino alla fine. Tre, se fossimo entrati di forza sulla loro prua, avrei speronato loro e anche la barca comitato. Ma solo se Kermesse avesse continuato a tenere la prua al vento.
  • Nell’ultima ammainata di spi (2a regata, dove siamo partiti lentini e… ultimi) passiamo terzi alla boa di poppa, dopo aver rullato (ancora una volta) in boa Jai Jai (sul quale c’è Francesco. Hehe!). Li teniamo sotto per qualche minuto (hehe!) e quando è ora di virare per andare a marcarli, realizziamo che il nostro tangone è rimasto sopra la scotta, bloccando il genoa. Hehe! Antonio e Michele, dopo tanta perfezione si sono distratti troppo presto iniziando a chiacchierare e non hanno rassettato camera loro. Si danno un gran da fare a sbrogliare tangone, alto, basso e scotta. Nessuno urla, nessuno perde la calma, e soprattutto Antonio è rapido ed efficiente come non l’abbiamo visto mai. Ma la miseria di quei (davvero pochi) 20 secondi non finisce mai, e perdiamo la nostra posizione. Arriveremo ultimi anche stavolta, senza riuscire a guadagnare un metro su Jai Jai. Impariamo ancora, tutti e in silenzio, che quando iniziamo a distrarci quello è un campanello d’allarme che (Ding!) deve ricordarci “Hai lasciato tutto a posto? Controlla, e poi puoi davvero distrarti!”. Ma noi impariamo con il sorriso sulle labbra (mentre dalle altre barche sentiamo arrivare ancora imprecazioni e strida!).

La nebbia si alza

Non tutto è stato perfetto, ma quando intravedi il sole oltre la nebbia, sai che la tua strada è quella.

  • Giorgio a fare il coach è a dir poco insuperabile. Dovremo sfruttarlo molto di più.
  • La mia leggerezza in partenza è una delle tante che imparerò ad evitare (se starò ancora al timone) a suon di mazzate (ne prenderò ancora tante!). Ma il bello è che inizio a sentire la partenza con tanti sensori attivati e con tanta freddezza che non credevo di avere.
  • Quando ognuno fa il suo, soprattutto a prua, e il tattico fa la tattica, il timoniere è libero di non fare nient’altro che non sia guardare i filetti (e distrarsi). Se non ci sono grosse distrazioni, Kils è libera di correre. E va che è un piacere, almeno secondo i nostri parametri da men che merdesimi.

Tramonto radioso

Alla fine di un rinfresco luculliano alla SVC (mastello di spritz e pesciolini gratinati buoni da scuffiare!), ecco la premiazione! Al Trofeo Uccio Ventimiglia Kils si classifica 4 in overall (su 13 barche totali) e ben 2 nella classifica della Classe J24 (su 7!). Il ricordo impagabile di vedere Antonio che ritira la sua meritatissima coppa, sigaro in bocca e sorriso stampato, è il premio più grande che ripaga Kils del tanto amaro ingoiato durante l’Invernale 2016/2017. Siamo migliorati tutti, tantissimo, da quest’autunno. Ci sentiamo bene. Siamo allegri. Siamo contenti. Siamo forti. Siamo i Pirati di Bissi!

Titoli di coda

Un grazie enorme va a chi ha contribuito in maniera determinante al risultato finale di Kils, sia in termini di classifica che di orgoglio, speranze e progetti:

Alberto Errani, che è stato il nostro timoniere vincente in regata 1 (battendo senza appello Kermesse) e un insostituibile tattico/allenatore in regata 3 (senza bussola e senza VHF!). Alberto insieme a Fabrizio ha dato fuoco alle polveri dell’orgoglio Kils! Era la prima volta che Alberto timonava un J24. Considerata la sua gioia incontenibile, probabilmente non sarà l’ultima.

Fabrizio Bentini, aiuto prodiere e coach a prua in regata 1 (nonché specchietto retrovisore e Velocitech umano). Soprattutto, davanti a un po’ di birre ha trasmesso un po’ di conoscenza e passione al timoniere Jacopo, quanto basta per fargli fare con un po’ di tranquillità cose un po’ ardite e del tutto irresponsabili (come timonare un J).

Lorenzo Errani, che ha avuto il suo battesimo di regata su Kils proprio il giorno in cui un emozionato Giorgio tornava a bordo, aiutandolo a non incasinarsi a prua e soprattutto a riscoprirsi un vero coach. Non si vive forse di passioni, ancor meglio se condivise, e della voglia di trasmetterle?

La formazione di Kils (da prua): 1 Antonio, 2 Michele, 3 Mambo, 4 Giorgio, 5 Jacopo.

E se qualcuno sostiene che Federico e Francesca non fossero a bordo, che si sappia: eccome se c’erano!

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *