Vento lento, mi sento Bento (Trofeo Uccio Ventimiglia, 14Mag2017 Regata 2)

14 maggio 2017 | 3a giornata del Trofeo Uccio Ventimiglia, Società Velica di Cervia.

[…Segue da qui]

Joe Falchetta (Seconda Regata)

Iniziamo il circling e a -1 siamo sotto la barca comitato, sorpresi da un Frigerio sottovento (sulla nuova ITA 331 Joan) che ci orza decisamente contro, mentre Kermesse invece è più avanti. Faccio due occhi così e spalancando un sorriso tra il nervosetto e l’incredulo chiedo a Max “Ma che, davero davero ce state a buttà de fori?”. Lui ha proprio messo la prua al vento, e pertanto devo fare anch’io per non andargli addosso e rallentare. Lo vedo che sorride sornione, capisco tardi lo scherzo (Jacopo, stacce!) e rido forte forte dentro. Poggio, acceleriamo! E infatti siamo partiti. A +10, non proprio lanciati e quasi paralleli alla linea, ma riusciamo a virare subito, lasciandoci dietro il Bevitore e Jai Jai. Ita 450 è sopra di noi, più alta, a sinistra.

La situazione poco dopo il via, vista dalla linea di partenza (Credits: www.societàvelicacervia.it)

Ho il tempo di realizzare che il mio lavoro, grazie a quello di Alberto, dev’essere solo quello di stare concentrato sui filetti. Certo, senza bussola (“coglioni!”) non è facilissimo… ma Kils va abbastanza bene. Se fosse qui, Antonio sarebbe orgoglioso di noi!

Viriamo diverse volte per dare fastidio ora a questo ora a quello. Mi accorgo che stiamo migliorando, infinitesimamente, ad ogni virata. Non si pone più il problema di limitare il numero di virate per non perdere strada… Andiamo dove vogliamo.

Ci ritroviamo in lay con Ita 450 davanti. Loro arrivano alla boa di bolina un paio di lunghezze davanti a noi, che diventano di più perché in mezzo ad un po’ di traffico io mi incasino e punto da tutt’altra parte, andando a casadidio senza motivo (come capisco le urla di Alberto e la sua frustrazione!) mentre anche a prua stavolta qualcosa sembra essere in ritardo. Riuscire a tenere alta la concentrazione per un paio d’ore non è uno scherzo, anzi è proprio la principale capacità atletica di questo sport meraviglioso.

Situazione chiara alla prima poppa (Credits: www.societàvelicacervia.it)

In poppa noi gli siamo molto indietro, e lottiamo svogliatamente per non perdere il contatto. Il vento stavolta è meno intenso e balla, si fa fatica, ognuno ha i suoi angoli… E così, anche perché ora a prua di Kils fanno tutto b-e-n-i-s-s-i-m-o, arriviamo in boa a una lunghezza abbondante da Ita 450, entrambi mure a sinistra. Io resto largo (sempre come da insegnamenti-Bentini) e stringo accelerando solo all’ultimo, chiudendo sulla boa già in angolo da bolina, mentre Ita 450 l’ha presa stretta ed è stato costretto a scendere tantissimo, accelerando più tardi di noi. Ci ritroviamo ingaggiati. Anzi, allineati. Anzi, siamo sopra noi di quasi mezza barca. O poco più… Che figata! Li abbiamo rullati in boa. Potrei iniziare a sentirmi un filo troppo bene… Da 450 arriva una voce “Oh, ma chi avete al timone?” Mah, Boh!?

Boa con rullata! (Credits: www.societàvelicacervia.it)

Inizia un altro duello. Dovremmo continuare a coprirli per sventarli sempre più finché potranno virare, al che decideremo se val la pena andargli sopra o no.

Ma loro cazzarola sono più veloci di noi. Poggiano e accelerano, mentre noi non riusciamo a… Guardo solo i filetti, Alberto, non temere, faccio solo questo, non mi volto più a guardarli. Timono e basta, non mi faccio distrarre da loro. Anche perché loro (li vedo, ma non li guardo, eh!) stanno sparendo sotto il genoa… Francesca ne molla 1 dito, Alberto cazza base randa e io lasco 1 dito di scotta, ma continuiamo a perdere acqua. Sempre di più. Non è solo questione di vele (loro hanno un bellissimo genoa in carbonio nanotubico 3D stampato al nitromadonio) o di bussola (loro ne hanno una). È questione di abitudine al confronto (la loro è una vera timoniera!) e di sapere cosa fare ogni maledetto istante (noi ancora fatichiamo a tenere dritta la barca). Loro poggiano e vanno molto avanti, e infatti arriveranno a virare in lay line, “ampiamente” davanti a noi (leggere per credere)

Ci troviamo così verso la lay destra a incrociare Ita 450 che siamo mure a sinistra. Alberto mi informa serafico che “gli passi dietro…” (Rendo grazie, nel caso mi fosse venuto il dubbio di tranciargli la prua!). A 2 lunghezze da loro (che hanno la precedenza, sono mure a dritta) mi esce naturale un istinto-Bentini: come mi ha tante volte spiegato Fabri devo poggiare un po’ lascando anche la randa(!) per non rallentare, e poi mentre riprendo ad orzare punto la nostra prua verso il loro spigolo di poppa. E così faccio. Continuo a orzare e a cazzare progressivamente la scotta di randa, stupendomi della mia stessa sicurezza mentre faccio tutto questo (probabilmente in quel momento avrò avuto per occhi le fessure-cattive-di-Bento). Acceleriamo, quasi istantaneamente (che forza il J24!), sentiamo i loro rifiuti (che ci regalano anche un piccolo buono), insomma vedrai Fabri che manovra che ti faccio!

A mezza lunghezza da loro sento traballare le mie certezze (“Ma quando mai!?! Oh, piciu che sei, è la seconda volta che timoni in regata, che cazzo fai, sei scemo?”). Vacillo. Dubito, ma ciò nonostante continuo ad orzare e a cazzare randa, mentre da Ita 450 hanno iniziato ad urlare come dannati sotto tortura eterna. Io ora sono qui che proprio dubito di me stesso. Ma non per le urla che vengono da Marbea-450 (e chiamiamola come si merita!), bensì perché stanno urlando disperati anche i miei!!! Occazzo.

Lorenzo, il più sincero e ingenuo tra di noi, poco dopo mi fa vedere una spanna. Una spanna un po’ corta. Dal loro timone. Bravo Jacopo! Bella manovra, puoi essere davvero orgoglioso di te stesso (oltre che cagato addosso). Sicuro, pulito, efficace. Fosse sempre così…

Scivolandoci sopra, siamo già in boa. Con un’issata record (Giorgio e Lorenzo lavorano come due gemelli) iniziamo l’ultimo lato di poppa vedendo 450 qualche decina di metri davanti. Proviamo a scendere sulla nostra rotta, a far camminare la barca, ma niente. A metà lato dichiaro “Sentite, Jai Jai e il Bevitore sono quasi un centinaio di metri dietro e non corriamo rischio di cedere la posizione, andiamo a coprire 450!”. E partiamo in caccia, orzando e accelerando. Loro ci vedono sopravanzare minacciosi e iniziano manovre evasive per sfuggirci, portandosi sempre più verso sinistra, molto sopra la boa. Noi strambiamo 2 volte con quel minimo di anticipo che ci permette di arrivare larghi (comodi) in boa, mentre loro la seconda strambata la fanno praticamente sulla boa. Anche stavolta decisamente stretti. Molto decisamente, troppo stretti. E dopo la boa ora c’è solo lo stocchetto verso l’arrivo, che vogliamo affrontare entrambi di spi…

Loro pare che abbiano orzato prima di aver incocciato lo spi e per un secondo mi è parso di aver visto la prode prodiera appesa al tangone di Marbea con entrambe le braccia stese e la scotta tra i denti… Sogno?!? Noi (muti come la volpe e furbi come i pesci) approfittiamo del loro errore infilandoli anche stavolta all’interno, rullandoli di nuovo in boa e accelerando con lo spi tutto strallato come fosse un gennaker. Mi volto un paio di volte e quando li vedo salire devo orzare brutalmente, mentre sento Alberto e Francesca stringere i denti per trattenere braccio e scotta senza farsela addosso (e so bene cosa si prova!). Ancora un respiro poggiato e siamo arrivati. Anche stavolta 4. Stavolta ancora più gasati per la base rubata così, dritti in casa-base.

Ora finalmente molliamo i nervi definitivamente ed esultiamo felici per davvero, tutti. Io per un momento riesco a vedermi dall’esterno… sorrido. Sorrido smodatamente. Per essere stato ancora con orgoglio il timoniere di Kils, e ancora una volta quasi passabile. Sorridiamo tutti. Per le due rullate in boa e per quell’incrocio fotonico. Per aver infilato due 4 posti, piazzandoci primi tra le barche “della nostra sottocategoria” e dietro ai “mostri imprendibili”. Per aver ritrovato finalmente Giorgio (e per averlo visto così coinvolto con il suo vice). Per l’entusiasmo di Lorenzo (che ha deciso, da oggi farà vela!). Per l’intesa sempre più naturale che ho con Francesca (sbaglierò, ma sembra che stiamo migliorando in parallelo). Per i tanti piccoli e preziosi insegnamenti assorbiti da Alberto (grazie grazie, Al!). E poi sorridiamo anche al pensiero continuo, mentre rientriamo verso il porto, di Antonio che ci ha affidato Kils (e possiamo ben immaginare quanto abbia vacillato anche lui facendolo) e di quanto vorremmo fosse qua anche lui a godere con noi, come si sarebbe meritato di fare, come Antonio merita.

 

Secondo arrivo. Evidente la soddisfazione a bordo! (Credits: www.societàvelicacervia.it)

 

Risultati parziali Giornata 3: 6 (su 13) (4/7 J24)
Classifica parziale: 4 assoluti (su 14), 2 di categoria (su 7 J24)
Equipaggio (da prua): 1 Giorgio, 2 Lorenzo, 3 Alberto, 4 Francesca, 5 Jacopo.

Classifica alla 3a giornata, via www.societavelicacervia.it

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