Diavoli, pentole e coperchi (Trofeo Uccio Ventimiglia, 14Mag2017 Regata 1)

14 maggio 2017 | 3a giornata del Trofeo Uccio Ventimiglia, Società Velica di Cervia.

Chi è causa del suo mar…

Prima di salire a bordo varie nubi si accumulano sull’orizzonte di Kils.

Il timoniere ufficiale Federico, anche stavolta (“sfortunatamente”, leggere oltre) resta su Beba. Suggerisco ad Antonio di richiamare Alberto, che farebbe tutti felici. Ma Antonio, visto com’era andata la volta precedente, fa valere tutto il suo diritto di armatore folle, sorprendente e smisuratamente generoso e mi fa: “Ma scusa, vorresti aprire un bando per un posto che vuoi tu? Il Trofeo Ventimiglia lo timoni tu, dai!”. Svengo. Mi riprendo. Mi faccio aiutare a mettermi seduto. Rileggo e svengo ancora.

Sabato arriva un’altra botta. Antonio è sovraccarico di lavoro imprevisto e suo malgrado deve dare forfait per la regata. Noialtri possiamo tutti immaginare quanto sia stravolto se rinuncia ad una giornata sulla sua bella barchetta… Per fortuna oltre ad Alberto (che si presterà generosamente a stare in buca a mordere il freno) viene anche suo figlio Lorenzo.

E un’altra botta ancora. Simpatiche dinamiche di lavoro mi costringono a lavorare tutta la notte del giovedì e del sabato prima della regata, per la gloria di Satana. Con 4 ore di sonno in 3 giorni, arrivo a Cervia che sono uno zombie, ma per fortuna in mare riesco a tornare normale.

Il rientro a bordo di Giorgio sarà un evento consolatorio importante. Troppo tempo è passato senza averlo tra noi, in mezzo ai piedi, a dare sicurezza e potenza all’equipaggio. Siamo entusiasti che rientri su Kils!

Furbi come facoceri, saliamo a bordo senza tensiometro, senza VHF e soprattutto senza bussola, materiali superflui che sono rimasti nello zaino di Antonio. Per questo Alberto, sempre signorilmente e con grande compassione, ci dà non troppo velatamente dei coglioni. Ma usa dei giri di parole molto, molto bellini.

E quindi domenica l’equipaggio è il seguente:
Giorgio prodiere1, Lorenzo prodiere2, Alberto tattica, Francesca scotte, Jacopo timone.

Partire piano (prima partenza)

 

La prima partenza  (Credits: www.societàvelicacervia.it)

Proviamo un po’ di manovre per far ambientare Lorenzo (e un po’ anche Giorgio). I due a prua se la intendono e si valorizzano a vicenda. Il lato “coach” di Giorgio sta dando il massimo e Lorenzo è una spugna avida di informazioni e procedure. Dopo 5 minuti che parlano fitto fitto, noi 3 a poppa capiamo che li abbiamo persi entrambi e se ne riparlerà a regate concluse.

In acqua ci sono ben 7 J24 (Kermesse, Junior, Jai Jai, L’Allegro Bevitore, la nuova ITA 331 Joan di Frigerio, Marbea 450 e Kils), oltre ai soliti scafi più o meno grandi e/o veloci, per un totale di 13 barche in partenza. Ma la notizia migliore del giorno è che azzecchiamo il campo di regata, da subito!

Stavolta non serve nessun discorso di inizio giornata. Mentre facciamo un po’ di circling (c’è ancora su l’intelligenza) ricordo a tutti che la sola cosa che ho in mente è riportare a casa Kils più integra di come l’abbiamo presa. Non ho nessun dubbio, quindi per favore Alberto facci partire veloci, liberi e senza rischi.

A -2 sono ancora intontito dalle mille preoccupazioni che occupano tutto lo spazio della mia mente poco abituata a timonare (la linea di partenza dice partire in barca, il vento girerà a destra, non andare a sbattere, non farti chiudere sotto, c’è un po’ di corrente da fuori, non far cadere in acqua i due

a prua, se riesci timona da sottovento per controllare sotto il genoa, occhio alle raffiche, ricordati di regolare la randa, agli incroci poggia presto…), così mi risveglio tardi. Per fortuna c’è Alberto, che prova a guidarmi come se avesse un joystick in mano. Al bum! non siamo abbastanza veloci e il solito Grand Soleil da 450-1000 piedi ci copre proprio sulla linea, inchiodandoci per un paio d’ore o giù di lì. Viriamo subito, andando a destra. Credo ultimi tra i J.

Vento teso a 8-10 nodi o più (chi lo sa… ci vorrebbe un marinaio!), la prima bolina sul mare calmo è bella sfidante. Urlo Tutti fuori! (è un onore ricoprire questo ruolo!). Un giro di vento ci dà subito una buona chance e recuperiamo tanto sui “soliti ignoti” (Jai Jai, Bevitore e 450), arrivando in boa ingaggiati con Junior che sta interno in boa. Per mia fortuna so bene cosa non posso fare in questo momento (ai sensi del regolamento), ma il loro timoniere è un po’ troppo insistente nel ricordarmelo, tanto che farebbe saltare i nervi a Ghandi (ora capisco gli scatti di rabbia improvvisi di certi timonieri). Senti bello mio, penso, sei più bravo di me (anche se forse ancora non lo sai) ed evidentemente non stai facendo gara su di noi (ma su Frigerio e Kermesse, che sono qualche lunghezza più avanti. Te li sei fatti sfuggire eh!), hai un equipaggio che (nonostante non riesca a nascondere un inconsueto nervosismo) manovra comunque più veloce di noi… Vai, Junior, evvai, stramba, io non verrò a romperti le scatole, vai pure giù e non farti più vedere (ma soprattutto sentire!).

Poppa 1. Sfuggiti all’Arlecchino di Mac!  (Credits: www.societàvelicacervia.it)

Poppa, manovre decenti, boa presa abbastanza bene. Di nuovo bolina, sbandati. Ita 450 che resta dietro… vuoi vedere che… che?

 

La bolina è sempre così pura e leggibile che mi si fissano delle immagini… Alberto è un’estensione del mio cervello, parla solo e proprio quando ho bisogno di sentirlo parlare, maneggia le varie regolazioni, comanda virate e incroci senza lasciare alcun dubbio. Ogni tanto al posto del solito “Pronti a virare… 3-2-1 Viriamo!” accorcia ad un “Pronti, uno!”, io ho già il timone scontrato mentre a prua ballano la quadriglia sopra le scotte, che Francesca tira sul winch come gli spaghetti col risucchio tra le labbra.

Non sto timonando proprio benissimo, commetto decine di piccoli errori. Non voglio assolvermi, ma chiaramente devo ancora prendere i miei riferimenti (Alberto perdonaci, dovresti esserci tu al mio posto), ma dentro già sento la Bellezza impadronirsi di me: un senso amichevole ma imperativo di responsabilità, il lavoro di pura e semplice concentrazione continua che mi è richiesto, l’armonia con cui gli altri si muovono e assecondano la volontà di Kils (che è poi quella di Alberto mediata dalla mia mano), il vento e il rumore della scia… voglio piangere, oddio mamma…

Alberto mi richiama dalla meraviglia per un incrocio con Mac, come suo solito, millimetrico ma sicuro. So di potermi fidare ciecamente di Mac. Ma nel dubbio poggio. Sono mure a dritta, ho diritto di rotta e dovrebbe sparire lui. Ma io poggio impercettibilmente. Kils va preservata. Kils conta più di tutto!

In boa io mi incasino un po’ e a prua ritardano l’issata… Poco male, facciamo comunque una poppa divertente (per noi giandoni) giocando a scappare dall’Arlecchino di Mac. Arriviamo 4 tra i J. Comunque, tutti contenti. Non riesco a congratularmi abbastanza con tutti, sono rimasto troppo intontito dalla sorpresa del piazzamento e dal calo di tensione improvviso.

[Segue…]

 

Kils e il suo equipaggio tagliano la linea di arrivo della Prima regata (Credits: www.societàvelicacervia.it)

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4 commenti

  1. Caro Jacopo…….sei un grandissimo figghiu di buona Donna.. … spero tu lo prendi……come un complimento, sarai bravo come Architetto ma…….secondo me il giornalismo sarebbe stato il tuo indirizzo.
    Mi hai fatto scacazzonare dalle risate per la descrizione della regata……sei arguto ed esilarante, Camilleri ti prenderebbe come secondo per la sceneggiatura dei suoi film…..(il commissario Montalbano), complimenti di cuore per avermi fatto divertire nel leggere la tua cronaca.

  2. Jacopo sei fantastico potresti essere il portavoce della Flotta della Romagna
    Complimenti

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