Faster, Pussycat! Kils! Kils! (Trofeo Uccio Ventimiglia, 09Apr2017)

9 aprile 2017 | 1a giornata del Trofeo Uccio Ventimiglia, Società Velica di Cervia.

Disastri sulla carta

Ci apprestiamo a partecipare al Trofeo Uccio Ventimiglia senza il nostro timoniere (Federico resta fedele alla Beba, l’unico Passatore iscritto. Onore a Beba) e senza il nostro aiuto prodiere (Giorgio è di rientro dalla Grecia. Non lo invidiamo. No no. Povero… no , nessuna invidia per Giorgio, ma noi siamo qua, soli…). Tre giorni prima della regata spuntano a salvarci da disastro sicuro (io mi ero dato disponibile a timonare… Io!) i due eroi Fabrizio e Alberto, rispettivamente prodiere e tattico di Magica Fata. Salgono in barca per, parole loro, “tappare i buchi”. Tanta umiltà da due vere star (rispetto a noi…) non te l’aspetti. Andiamo avanti, vediamo che ne sarà…

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Photo Credits: https://www.societavelicacervia.it/

Quello che mi preoccupa non è che Alberto si mette al timone. Lui che non timona da 20 anni e che non ha mai timonato un J24. È che dovrei fargli io da tattico. A lui. Ma va bene, andiamo avanti.

Fabrizio fa l’aiuto prodiere, supportando il nostro incrollabile 1, Antonio. Se Fabri riesce a stare al suo posto, sarà un successo (Antonio migliorerà ancora), altrimenti magari strambiamo giusti ma sarà un potenziale disastro morale.

Francesca alle scotte è ormai una vera sicurezza: non è ancora una professionista, ma migliora continuamente e soprattutto non ha mai distrutto niente. Andiamo, andiamo avanti.

Fabri si occupa anche delle sartie e di ottimizzare i pesi sotto coperta. Tutto fa brodo, dice. Sarà… lo scopriremo solo andando avanti.

Sulla linea di partenza sotto una gradevole brezza di 6-8 nodi ci sono 11 barche, tra cui 4 J24 (Kermesse, l’Allegro Bevitore, Jai Jai e Kils, che faranno classe) un Farr30, un Grand Soleil 45, e un Passatore (la Beba). Quando qualcuno dice “Oggi l’obiettivo sarebbe arrivare davanti a Jai Jai” qualcuno sorride amaro di nascosto. È dura constatare di essere umili, davvero troppo umili dentro…

Ok.

Andiamo!

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Photo Credits: ns elaborazione su originale di https://www.societavelicacervia.it

Alla partenza della prima regata, Kils beneficia di una Partenza Perfetta da parte di Alberto, che a -20 chiude tutta la flotta fuori dal cancello, puntando la prua al vento sulla barca. Acceleriamo quasi istantaneamente tagliando la linea sopra Kermesse e praticamente liberi di virare. Già ci si allargano sorrisi tirati sul volto, mentre in falchetta cerchiamo di tenere piatta la barca.

Teniamo dietro sia Kermesse che il Grand Soleil 45 (con il suo albero, alto il doppio del nostro!) per tutto il primo lato. Viriamo con sorpresa in boa (non c’è lo stocchetto) e riusciamo a issare lo spi restando davanti a Kermesse (che per darci una mano a dire il vero era andata a farfalle qualche centinaio di metri sopra la lay line). Le bestemmie che ne provengono in poppa ci dicono che stiamo facendo bene. E alla boa di poppa siamo ancora davanti a loro. Ancora.

Facciamo un’ultima emozionante fuga da Kermesse nella seconda poppa, che non era affatto data per scontata. Grazie a Francesca e ad Alberto, che trovano una bella sinergia nel portare la barca, e grazie a Fabri che è inchiodato su Kermesse e, facendo da occhi di Alberto verso poppa, non sta zitto un attimo. “Salgono. Rallentano. Scendono un pochino. Stanno per coprirci. Accelerano. Vai così, stiamo guadagnando…”. Kils resterà sempre davanti. Tagliamo il traguardo davanti a Kermesse, in terza posizione assoluta.

In pozzetto si allargano sorrisi e volano pacche sulle spalle come se grandinassero arance. Non siamo abituati a vincere, ma soprattutto non siamo abituati a giocarcela alla pari coi terzi classificati all’Invernale. Ci sentiamo strani, diversi, nessuno di noi si sente nei suoi “soliti” panni. Ora siamo delle supervixens assatanate di vittoria e di sangue, siamo al settimo cielo, stiamo volando, siamo stati davvero, fottutamente bravi! Anche Fabri e Alberto, che sono tornati su Kils dopo un paio d’anni per farla vincere ancora, sembrano davvero, e primitivamente, felici.

Non c’è che dire. Stiamo bene. Tutti. Ognuno con le sue motivazioni, e tutti felicemente insieme. C’è una bella atmosfera a bordo. Vincere fa bene. Eccome se fa bene. Ma è già ora di ripartire. E ora vedremo se siamo così fighi… Siamo davvero così fighi? E solo perché abbiamo a bordo due elementi di un altro livello?

Alla 2a regata partiamo un po’ lenti ma comunque bene. Controlliamo Kermesse e nonostante angoli molto diversi, incrociamo sempre davanti.

Kils vola lenta, e noi stiamo zitti, schiacciamo ad ogni virata (Fabri confessa che sì, passare sotto il boma da 2 non è una passeggiata, san Whisky!) e controlliamo Kermesse. Una schifosa caramella quando issiamo lo spi per l’ultima terribile poppa fa perdere un po’ di serenità a tutti, ma l’importante è riuscire a tirarsene fuori velocemente e andiamo avanti. Non siamo più tanto tranquilli.

Infatti Bunny e Maccaferri sembra non ci mollino mai e noi fatichiamo davvero a restare fuori dai loro rifiuti senza perdere lucidità. Iniziare ogni strambata è come fare un passo cieco verso l’inferno ma poi anche il vento gira di 15° verso destra e ci regala un bel dritto luungo fino alla boa. Grazie anche ad Alberto, che ben supportato da Francesca riesce a tenere Kils veloce anche in poppa pieniiiissssssima.

Ammainiamo lo spi una lunghezza davanti a Kermesse. Orza, poggia, cazza un pelo, andiamo, siamo davanti, bene così, controllali, OK non ci raggiungono, e andiamooo!!! E siamo finalmente sulla linea d’arrivo.

Il fischio all’arrivo ci coglie quasi impreparati. Davvero siamo i primi di tutti i J24?!? Immancabili, subito partono applausi e complimenti reciproci tra noi e Kermesse, bravi voi, no bravi voi… La sportività e il rispetto prevalgono sempre sull’orgoglio (per questo adoro il popolo dei J-isti!).

Ma in pozzetto ci sciogliamo. Leggere sul volto di un Alberto “debuttante timoniere” (che si lascia andare rinunciando al suo abituale à plomb) la soddisfazione di non aver sbagliato quasi niente avendo “sentito la barca” come se fosse cosa di tutti i giorni è a dir poco commovente. Antonio, Francesca ed io, sentendoci trasportati per una volta nel “mondo dei grandi” iniziamo a sognare, a immaginare, a sentire che sì, merda perché no dovremmo farcela anche noi! Fabrizio è il solito splendore: lucido e metodico quando serve freddezza; istintivo, fraterno e commovente quando abbiamo bisogno di affetto.

A terra, tutti amici e fratelli come prima. E nonostante gli sfottò inevitabili, partono anche degli abbracci con Federico. E grazie davvero alla “piccola” e amichevole Società Velica di Cervia per aver organizzato in maniera impeccabile questo trofeo Uccio Ventimiglia.

In pozzetto, sottili sorrisi di mesta soddisfazione

Kils va. Non c’è dubbio. E ogg ci ha gratificati tutti, restituendo tanto, forse più di quanto potevamo sperare, forse quanto ciascuno di noi si è meritato nei difficili mesi precedenti. Resta un solo rimpianto, anche stavolta: non aver potuto condividere tante soddisfazioni con Federico e con Giorgio.

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