Invernale J24 Cervia. #7+#8, 18-19Mar2017 (Botte finali)

28 e 19 marzo 2017 | 7a e 8a giornata dell’Invernale J24 a Cervia.

Pre-partenza (strategie)

La classifica prima di iniziare gli ultimi 2 giorni di finalissima

Sabato è un recupero, domenica è La Finale. Ma con la classifica apertissima e 6 prove da disputare, di fatto ci si gioca sia la classifica della seconda manche che il Titolo 2016/2017. O meglio, se lo giocano gli equipaggi del gruppetto di testa. Noi di Kils, come al solito, puntiamo a portare a casa il nostro obiettivo di inizio campionato (“Finire men che merdesimi”, cioè penultimi, cioè 9). La classifica dice che 6 barche sono forti e possiamo dimenticarcele. Dopo la metà c’è un gruppetto di 4 simpatici equipaggi da fondo classifica, in cui 3 barche stanno in 6 punti: noi di Kils abbiamo 5 punti da Arké e 6 dall’Allegro Bevitore. Se facessimo un paio di belle regate (e magari gli altri due ci mettesserp del proprio per darci una mano) chissà, potremmo anche chiudere alla testa dei “simpatici” ultimi! E questo è certamente quello che pensano anche gli altri 2 nostri avversari diretti. Quindi, si va in mare non solo per non finire malissimo, ma soprattutto per non regalare nemmeno un punto uno. La nostra imbattibile e sofisticatissima strategia (elaborata in lunghe notti insonni da Fede e da me) è… arrivare davanti agli altri.

Vento! (sabato)

La partenza è alle 13 ma già alle 10 il garbino impazza (15 nodi) e non calerà finché saremo in acqua. Il mare è bello piatto: si preannuncia una giornata di gran divertimento.

Ci diamo al rigging pesante (nel senso che per la prima volta spostiamo anche il piede dell’albero e ne verifichiamo la centratura, oltre a regolare le sartie). Sembriamo quasi dei velisti veri facendo tornare Kils a puntino… ma, al di là delle considerazioni di pre-partenza, noi ominicchi siamo un po’ preoccupati. L’assenza inaspettata di Giorgio ci ha lasciati come se ci avessero asportato un arto nella notte. E navigando solo in 4 non sarà facile tenere la barca dritta… E poi, siamo sicuri di voler rischiare di dare spi con quest’aria?

Mettiamo il naso in mare aperto prestino, con il vento che è cresciuto ancora in intensità e raffiche: la bolina è sfidante (bisogna stare tutti in falchetta per non sdraiarsi) e il test della prima issata di spi è un mezzo disastro. Gli sguardi perplessi che ci scambiamo (ricordo: manca il pragmatismo di Giorgio, e si sente eccome!) ripetono la solita domanda (“siamo sicuri di essere in grado di dare spi?!?”).

La prima partenza è buona. Fede ha infatti una costante positiva allo start: che se non si distrae a fare a sportellate col primo che capita, brucia spesso gli altri sul filo di lana.

Bolina tesa, bella, dura, rafficata, e mentre noi 3 zavorre siamo in falchetta ho giusto il tempo di dire a Antonio e Francesca “Con questo vento io non ci penso proprio a dare spi. Se Fede vuol darlo lo stesso ci ammutiniamo!”. La bolina dei ribelli finisce presto e siamo già allo stocchetto. Ci guardiamo negli occhi ancora una volta e alla cauta domanda esplorativa di Fede “Ragazzi, che dite, ce la facciamo?” sono io il primo a rispondere in piena fregola “Beh, l’apparente sembra calato molto, siamo sesti/settimi, cazzo proviamoci!”. E diamo spi.

Sabato faticoso per tutti. A prua in particolare!

Kils volicchia. Non siamo malaccio. A prua Antonio non sbaglia niente e anche in pozzetto riusciamo a tenere botta. Anche perché l’Allegro Bevitore in vero deficit di equipaggio non osa dare spi e non avendo il fiocco risale il vento col genoa, arrancando. E nella stessa situazione è anche Jai Jai.

Si alternano i lati di bolina e di poppa. Il vento gira, salta, cresce. Una volta capita che incrociamo davanti a Magica Fata (occhi sbalorditi su entrambe le falchette!), e in partenza una volta a momenti sbattiamo fuori Arké, condannandoli comunque a partire da fermi (non so se si era notato, ma si direbbe che Fede sia leggermente aggressivo partendo…). Ci godiamo uno stocchetto di arrivo praticamente di bolina con lo spi usato come un genoa, in cui con sforzi fisici sovrumani riusciamo a resistere alla straorza e a restare davanti ad Arké (ma che fatica arrivare fin là!).

Alla fine del sabato abbiamo fatto 8-7-7: siamo pari merito all’Allegro Bevitore e 4 punti dietro Arké. Quando rientriamo sfiniti per le energie spese e ormeggiamo tutti insieme in darsena (sembra una cosa da campionato serio) siamo comunque belli carichi, pronti a giocarci il tutto per tutto l’indomani. Perché l’indomani sarà proprio l’ultimo atto senza ritorno.

Risultati parziali prove: 8-7-7 su 10 barche
Classifica generale Settima giornata: 8/10
Equipaggio (da prua): 1 Antonio, 3 Jacopo, 4 Francesca, 5 Federico.

Calma e gesso in bocca (Domenica)

Domenica però il garbino è finito. Soffiano 3-5 nodi fiacchi di borino. Immancabile, arriva l’onda lunga da xamamina. Scende pure un muro di nebbia da Ravenna, che crea un paesaggio irreale. Usciamo dalla darsena a vela, bordeggiano una dozzina di volte nel canale stretto. Grazie a Fede possiamo dare spettacolo, ed è davvero uno spasso.

Oggi Michele sostituisce Francesca (che è in prima fila al saggio della figlia). Tra il vento che non si sistema e diverse false partenze passano 2 ore che ancora non siamo partiti. Poi finalmente iniziamo a regatare.

Regata 1 con partenza discreta, incrociamo sopra un paio di barche forti ma non azzecchiamo i salti e in poppa siamo le solite pippe. Così alla fine arriviamo 9.

 

Tra una falsa partenza e l’altra Capitan Bissi intrattiene gli ospiti a bordo con un po’ di sano piano bar romagolo

Regata 2 partenza scarsa, c’è qualcuno in OCS (=falsa partenza, che ora significa squalifica diretta per Capitan Nemo e Vento Blu). Il vento salta tantissimo e la prova viene accorciata alla prima boa di poppa. Appena in tempo per vedere il nostro spi sgonfiarsi definitivamente, ma grazie alla scelta del lato giusto riusciamo ad arrivare 6 (su 8), davanti ad Arké ma poco dietro l’Allegro. Peccato, ma possiamo illuderci che potremo ancora giocarcela nell’ultima regata (siamo a 1 puno dall’Allegro e 3 da Arké).

 

Regata 3 Partiamo maluccio, sotto tante vele e viriamo tardi. Andiamo a marcare gli altri due e alla seconda boa di bolina (quando manca una sola poppa) siamo noi i primi del “plotone simpatici”, con un paio di lunghezze sull’Allegro Bevitore e una decina su Arké. Come da peggiori aspettative, ci stiamo giocando tutto nell’ultima poppa. Scendiamo sulla sinistra, cercando di scappare dalla copertura del Bevitore. Arké invece giustamente prova a sparigliare e si butta mure a sinistra sull’altro lato. In tutto il lato strambiamo tre volte. Due di troppo. Perché sotto la pressione dell’Allegro Bevitore ci incasiniamo tutti all’unisono e nel pallone totale perdiamo acqua come una diga sfondata. Arriviamo in boa dietro di loro giusto in tempo per constatare che Arké arriva davanti ad entrambi perché scendendo libero sulla destra ha potuto beneficiare di un bel giro di vento che noi, impegnati nel duello, abbiamo banalmente ignorato. Tagliamo il traguardo a un paio di lunghezze l’uno dall’altro, come un trenino. Partono applausi alla volta delle altre barche. Complimenti ragazzi, siete stati tutti degli avversari divertenti. Poco dopo, tutta la flotta J24 entra nel porto canale con gli spinnaker issati, creando un bellissimo panorama.

La classifica finale (prima degli scarti)

Dovremmo rosicare (beh si, un po’ rosichiamo) ma alla fine siamo anche sinceramente contenti per chi ci sta davanti, perché hanno meritato tutto, per capacità, simpatia e cordialità. La classifica (quaggiù) è assolutamente equa e non possiamo lamentarci se non per i nostri (e solo nostri) errori. Alla fine, con gli scarti siamo 1 punto dietro all’Allegro Bevitore e a 4 da Arké.

Davanti a tutti, Magica Fata ha inanellato due giorni di bischerate e alla fine, per una sola posizione, cede il titolo a Francesca e Ita 424 Kismet, che è stata davvero impeccabile in questi due giorni. Bravissimi i ragazzi di Ita 100 Junior, trainati dallo strepitoso Marco Pantano. Ita 320 Jai Jai di Marco Collini in questi due giorni ha fatto quasi gara da sola rimanendo sempre dietro, ma continua ad essere la quarta fondamentale ruota dell’allegro trenino di coda. E infatti, da “simpatici” ultimi hanno vinto una scultura bellissima ad opera di Bunny. E insomma, tra altre nove barche è proprio a loro che va il nostro pensiero più fraterno e riconoscente!

Il bellissimo trofeo assegnato meritatamente a Ita320 Jai Jai (qui con l’autore, Bunny)

Risultati parziali prove: 8-7-7 su 10 barche
Classifica Finale dopo l’Ottava giornata: 9/10
Equipaggio (da prua): 1 Antonio, 3 Michele, 4 Jacopo, 5 Federico.

Equipaggi dei J24, organizzatori e famiglia Pirini, tutti insieme!

E Kils?

Kils archivia il suo primo Campionato Invernale J24 Memorial Pirini di Cervia con un primo piccolo, prezioso successo. La scommessa iniziale di quel pazzo di Antonio (comprare una barca e decidere di farci un campionato avendo la sola conoscenza che Kils galleggia e si muove col vento) e del suo equipaggio ha portato a raggiungere il primissimo e fondamentale obiettivo: come ci eravamo prefissati abbiamo concluso “non ultimi”. Ma poi, soprattutto, ci siamo divertiti sempre, e tutti, ci siamo divertiti come dei bambini, condividendo tutto l’enorme buonumore (e anche le poche ma giuste preoccupazioni che sono emerse).

Non si smette mai di imparare, ma se hai la fortuna di farlo divertendoti alla fine non te ne accorgi. Noi abbiamo capito di essere migliorati, piano piano. Mese dopo mese non siamo diventati bravi, ma certamente più capaci di quando abbiamo iniziato e ora aspettiamo ingaggi altisonanti da altri equipaggi blasonati (ma da Russell Coutts no, ci sta antipatico). Federico e Giorgio sono stati gli instancabili motore e volano di questa allegra macchina da apprendimento e hanno conquistato la nostra incrollabile fiducia.

Ora che Kils dorme qualche sonno tranquillo sull’invaso, mentre attorno a lei alcune gemelle partono alla volta di competizioni ambiziose (buon vento!), noi ci addormentiamo a terra pensando, qualche volta, a ritornare a trovarla, Kils. Un abbraccio.

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